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Ponza un isola.. il suo mare Una volta giunti a Ponza ci si rendeconto di trovarsi su un'isola davvero straordinaria. E si è presi dal desiderio di scoprirla sia per terra che per mare. E chi ama la subacquea in quest' isola troverà meraviglie incontaminate. Per fare il giro dello "scoglio", come i locali chiamano Ponza, la barca ideale è un gozzo. Meglio se di legno (molto più piacevole sotto il sole estivo) e di costruzione locale. Sull'isola. infatti, in particolare nel quartiere Santa Maria, è rimasta viva la tradizione della costruzione artigianale di questi mezzi dedicati alla piccola pesca costiera. La barca sarà perfetta se non troppo grande e di pescaggio ridotto, in modo da potersi intrufolare fra gli innumerevoli scogli e insenature che orlano l'isola. Dopo aver fatto cambusa e messo al fresco le bevande non potrà mancare una bottiglia di vino locale (quello spumante, bianco o rosso, che accompagna benissimo frutta e panini genuini). Si salpa dal porto nelle prime ore del mattino,quando la maggior parte dei turisti ancora dorme dopo i piaceri della notte. Così si scoprono subito le grotte di Pilato, all'uscita del porto prima di Puntadella Madonna. Si ritiene che questo complesso di scavi artificiali sia ciò che resta di un sistema per l'allevamento delle murene. Si dice venissero anche usati per buttarci gli schiavi ribelli che venivano divorati vivi da questi pesci. Esiste però un'altra teoria. secondo la quale si tratterebbe di verie propri stabiliment i balneari privati per le aristocratiche romane. I canoni estetici dell'epoca infatti, prevedevano una pelle bianca come la neve.Tale complesso, quindi, consentiva alle donne di fare il bagno al fresco e ben riparate dal sole. Lasciamo queste grotte per doppiare la Punta della Madonna.dietro la quale appare il faro circondato dal cimitero. Seguendo la scogliera, si fa rotta per i faraglioni della Madonna dove si indovinano i tetti del quartiere alto del paese.gli Scotti di Sopra. Verso sud, la costa rimane alta, orlata da blocchi caduti in mare e tormentata da piccole insenature. Sulla sinistra, a meno di un miglio, si vedono le Formiche, scogli emergenti che costi tuiscono una zona di pesca privilegiata, e più lontana, se è chiaro, sull'orizzonte, la sagoma piatta di Ventotene. Dirigiamo ora verso i faraglioni di Calzone Muto. Qui si trova il Bagno Vecchio, piccola baia che fungeva sempre all'epoca romana da scalo mercantile secondario ben riparato dal Maestrale. Avvicinandosi all'estremità sud dell'isola, Punta della Guardia, ecco il secondo e più maestoso faro dell'isola, uno dei più belli del Mediterraneo. Il paesaggio cambia, colpa della geologia: siamo nella zona più alto di Ponza.che culmina ai 280 metri del Monte Guardia, dove si erge solitario il vecchio semaforo ormai in disuso. Sullo stretto istmo che separa la punta dalla scogliera una macchia rossa, dovuta al ferro ossidato presente nella roccia viene interpretata dai pescatori come un segno del mutare delle condizioni atmosferiche: più rossa appare. più grande e il rischio di pioggia.Superata la Punta il colore blu scuro dell'acqua denota la grande profondità. Siamo. in alto mare, a poche miglia dagli abissi tirreraci che scendono fino a oltre 3.000 metri di profondità Sul versante nord del Monte appaiono i primi terrazzamenti. Si continua verso la punta del Fieno. Dietro c'e Chiaia di Luna, splendida baia dove il mare ha tagliato in fondo la falesia di tufo vulcanico. Si fa rotta verso Capo Bianco, intarsiato da grotte e diversi anfratti.Con mare calmo,è possibile passare attraverso delle grotte comunicanti che traforano la scogliera. Un gruppo di scogli più a nord (i faraglioni di Lucia Rosa) delimita una piccola baia in fondo alla quale si trova una bella spiaggetta.ottimo posto per pranzare o per un bagno. Proseguendo. ci fermiamo a Cala Feola o a Le Forna dove troviamo il quartiere dei pescatori, un porticciolo e un piccolo cantiere. A terra, proprio al centro della cala si trovano delle piscine naturali, assai frequentate in estate . In questa zona, fra il porticcio lo di Cala Feola e Punta Papa. la costa e frastagliata e non mancano i posti per buttar l'ancora. Lasciata Cala dell' Acqua, sovrastata dalla fabbrica di caolino ormai in disuso situ ata in vicinanza del forte, continuiamo verso Cala Cavone e Cala Fonte, dominate dal Monte Peppe Antonio. A Cala Fonte si trova un minuscolo po rt iccio lo usato dai pescatori locali per ormeggiare e tirare in secco i propri gozzi. Alcune piccole grotte servivano per il rimessaggio dell'attrezzatura da pesca. La punta Nord dell'isola è selvaggia con gli scogli del Felce e a pochi metri di distanza, l'Isola di Gavi, prima dello stretto che separa Ponza da Zannone. Passato lo stretto, percorribile dal nostro gozzo o da analoghe imbarcazioni di modesto pescaggio, riappare la costa orientale, con il paese sullo sfondo. E qui che le barche da crociera trovano più spesso riparo. D'obbligo una visita alle Grottarelle di Punta Incenso e il tradizionale passaggio sotto Spaccapolpi, l'Arco di Cala Schiavone. Avvcinandosi alla Punta Bianca sono visibili le vestigia dell'ardito acquedotto romano che portava l'acqua da Cala dell'Acqua a Santa Maria passando per Cala d'lnfemo.Dopo un ultimo tuffo alla "modaiola" spiaggia di Frontone.
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