Ponza è la principale isola dell'Arcipelago Pontino che appartenente alla Regione Lazio è ubicato a circa 18 miglia nautiche dalle coste del comune di San Felice Circeo. Le isole che costituiscono l' arcipelago sono , a nord - ovest : Ponza, Palmarola, Zannone e l'isolotto di Gavi, a sud - est : Ventotene e l'isola di Santo Stefano, che anni addietro fu sede dello storico penitenziario di origine borbonica nel quale vennero reclusi, tra gli altri, personaggi come Luigi Settembrini, l'anarchico Brogi e l'ex Presidente Pertini mentre Mussolini fu confinato a Ponza per un breve periodo. La colonia penale fu dismessa nel 1964 e la sua semplice ed inquietante struttura sembra ancora conservare la vocazione di luogo in cui i reietti della società iniziavano un percorso di dolore e di sofferenza fino alla fine dei loro giorni terreni e forse anche oltre... La totale insussistenza di pietà nei confronti di queste persone trova la massima espressione in una frase che, incisa su una pietra posizionata all'ingresso del piccolo cimitero del carcere, aveva il compito di vanificare la speranza dei condannati di poter raggiungere la pace almeno in punto di morte infatti tuttora recita inesorabile: "qui finisce la giustizia dell'uomo e comincia quella di Dio". In tempi remoti, l 'intero gruppo di isole, oggi, appartenenti alla Regione Lazio, venne dapprima popolato in epoca neolitica, quindi colonizzato dal popolo dei Volsci, sfruttato a fini commerciali in epoca Fenicia e quindi scoperto ed eletto a luogo di villeggiatura dagli antichi romani le cui vestigia sono sopravvissute al logorio del tempo in particolare a Ventotene. Nel medioevo l'arcipelago fu parte degl' interessi economici di vari gruppi religiosi ed al centro di fiorenti flussi commerciali che attraevano le mire dei pirati saraceni. Quando gli Aragonesi concentrarono le mire espansionistiche sull'arcipelago i monaci cistercensi, già duramente provati dalle continue incursioni dei pirati, dovettero definitivamente abbandonare le proprie dimore di cui ora non rimangono che le rovine come quelle dell'isola di Zannone note per la particolare cisterna di conservazione delle acque pluviali. A metà circa del XVI secolo Carlo V di Spagna concesse il feudo di Ponza ai Farnese. Successivamente, nel XVIII secolo, i Borboni , furono i promotori di una ulteriore, grande colonizzazione che vide un gran numero di persone, provenienti dal bacino partenopeo, trasferirsi sulle isole dell'arcipelago, per bonificare aree potenzialmente produttive da colonizzare in nome dei Borboni, prima Carlo II Re di Napoli (figlio di Elisabetta Farnese) e poi del figlio di Carlo II Ferdinando IV, come beni privati della corona. Questo è il motivo per cui il dialetto parlato nelle Isole Pontine presenta similitudini con gran parte dei dialetti in uso nei comuni dell'area campana. Nel 1861 dopo la sconfitta inflitta da Garibaldi Ponza fu annessa al Regno d'Italia. Nel 1928 i Fascisti destinarono Ponza a confino degli oppositori politici e, come già riportato in precedenza, nel 1943 lo stesso Duce ebbe modo di soggiornarvi. Ai giorni nostri l'agricoltura è stata quasi del tutto abbandonata e le professionalità di nuova generazione si sono specializzate nel settore 'edilizio, nei mestieri della pesca, nella navigazione e nello sviluppo delle attività legate al turismo. Le limpide ed incontaminate acque delle Isole Pontine attraggono ogni anno migliaia di turisti ed allo stesso tempo consentono ai pescatori, professionisti e non, l'esercizio di una attività raramente infruttuosa.L'Arcipelago Pontino è composto da due gruppi di isole tra loro distanti circa 20 miglia.
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