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Ponza isola sospesa tra mito e storia ..... una perla nelTirrenoIl fascino delle Isole Ponziane attrae migliaia di naviganti Folco Quilici, uno che di isole se ne intende, le ha definite tra le più affascinanti del Mediterraneo e, forse, del mondo. In effetti, una crociera tra la seducente Palmarola, la coinvolgente Ponza, ripagherà i viaggiatori con mille sorprese, tra bellezze, profumi e sapori tra i più intensi del nostro mare. Le Isole Ponziane sono anche le "prime" isole, quelle usate per la propria formazione marinaresca, per i primi viaggi spensierati alla ricerca dell 'isola misteriosa. Se escludiamo i mesi di luglio e agosto, queste isole restano come sospese in una dimensione I propria, dove gli antchi ritmi di pescatori con osciuti in tutto il Mediterraneo per la loro silenziosa operosità, convivono ancora con una natura splendida e generosa. Inutile cercare aggettivi per descrivere la bellezza di Palmarola, isola deserta e misteriosa.Meglio riempire la cambusa con vini ade guali, convocare gli amici e salpare, possibilmente in primavera, verso questi scogli. Poche ore di navi gazione per essere ripagati dal caro vecch io Tir reno che inizia a profumare di Sud. Anzio, Ne ttu no e Formia so no le basi ideali per fare cambusa e prep ar are la barca per un a croc iera in uno de gli angoli più belli del Tirreno .Trentotto sono le miglia che separano il continente dal porto di Ponza. È bene, quindi, partire di buon mattino pe raffrontare un lungo tratto, circa 32 miglia, in cui vedremo solo mare. La rotta migliore è quella che consente di raggiungere il porto di Ponza passando a est dell ' isola, puntando quindi sull'isola di Zannone. Ponza, con la sua singolare forma a mezzaluna, apparirà già ad una decina di miglia di distanza dalla costa. Probabilmente, se siamo stati veloci, arriveremo in prossimità dell'isola nelle prime ore del pomeriggio . Ci troveremo in una sorta di canale , tra l'isolotto di Gavi e l'isola di Zannone, dove è bene fare attenzione ai numerosi scogli affioranti e ai bassi fondali vicino alla costa . Qui il mare assume un colore straordinario , tra lo smeraldo e il cristallino e, dopo una così lunga traversata , viene senz'altro voglia di un bagno ristoratore, prima di percorrere le ultime miglia verso il porto, situato nella parte sud est dell 'isola. Conviene avvicinarsi con estrema attenzione alla costa di Zannone, e dare ancora a una certa distanza, 400 /500 metri, con una ventina di metri di fondo , dalla Punta Varo , il luogo più idoneo per un eventuale approdo all'isola. Il sole delle prime ore del pomeriggio, che riscalda i toni ocra e marrone delle pietre e ammorbidisce il verde dell a macchia mediterranea, crea le condizioni di mare e di sole migliori per godere al meglio la bellezza di Zannone, percorrendo il suo perimetro, per esempio , a bordo del tender, tra passaggi spumeggianti e mozzafiato tra gli scogli, esplorando con lo sguardo le pendici dell'isola alla ricerca di solitari mufloni, intenti a brucare. La macchia mediterranea, con rosmarino, erica, euforbia si mischia con i lecci, alcuni vecchissimi, accompagnati da corbezzoli, olivastri, che in sieme formano un intreccio folto e impenetrabile, un alto "forteto" destinato, con la protezione assicurata dal Parco Nazionale del Circeo di cui l'i sola fa parte, a diventare forse una vera e propria foresta sempre verde. Su Zannone, in effetti, prospera l'ultima foresta delle Isole Ponziane, visto che sia Ponza sia Palmarola furono completamente terrazzate dai contadini tra Settecento e Ottocento. Il porto di Ponza si trova quasi all 'estremo sud-est dell' isola, quindi per raggiungerlo bisogna percorrerne la costa orientale con i monti che, nel tardo pomeriggio, nascondono la palla infuocata del sole , esaltando ancora di più i profili di un luogo bellissimo.Ponza è spesso congestionata dall 'affluenza di turisti, specialmente nei mesi estivi, però il porto e la sua ansa offrono diversi modi per ottenere un ridosso sicuro e suggestivo.L' immagine che Ponza offre a chi vi giunge dal mare, è senz' altro spettacolare per assetto e valori cromatici. Le case si ord inano sui declivi attorno al porto, facendo risaltare immediatamente i loro colori tenui e delicati: celeste, giallo paglierino, rosa, bianco. In banchina i posti di sponibili sono davvero pochi, per cui la maggior parte dei natanti dà fondo nell' ampia ansa prospiciente il paese. La sosta alla Banchina del Molo Museo è consentita so lo dalle 18 alle 8 del mattino successivo. Dal lato nord del paese, però, si insinuano in mezzo al porto diversi pontili stagionali che fungono da Marina privati. Infine, ultima possibilità, c'è la baia a nord di Punta Santa Maria dove, tranne con vento da nord est, l'ormeggio è sicuroDa lì per andare in paese è d 'obbligo il tender, ma un emozionante passaggio tra gli scoglietti dell ' isolotto Ravia farà risparmiare molta strada. Una serata in paese è d 'obbligo. Qui si ferma, a volte , il jet set e non sarà certo difficile imbattersi in qualche vip. La notte d i Ponza è dinamica e modaiola. Imperdibile la colazione in uno dei bar nel corso principale del paese. Le Isole l'anziane sono state abitate sin dagli antichi romani, che ne hanno fatto spesso luoghi di esilio dorato per personaggi scomodi. Al mattino, salpando verso il lato ovest dell' isola e puntando quindi verso la Punta della Guardia, si scorgono , sotto le case all' imboccatura sud del porto, delle piccole anse, costruite proprio dai Romani per raccogliere il sale e allevare le murene. Uscendo dal porto , fate solo attenzione allo Scoglio Rosso e, mezzo migli o a sud sud ovest, alle Formiche (di notte, segnalat e dai settori rossi dei Fari di Punta Madonna e Punta dell a Guardia) , che potete tranquillamente lasciarvi sulla sinistra, passando tra loro e la costa . Ancora mezzo miglio e ci troviamo alla Punta dell a Guardia, sovrastata da un faro bellissimo e spettacolare (ben 24 miglia di portata). Doppiata la punta e risalita l'isola per poco meno di un miglio ci troviamo all' imboccatura di una cala unica: Chiaia di Luna, chiamata forse così per il colore delle rocce che ricorda la luna piena. È impressionante , con 200 metri di roccia bianchissima a strapiombo sul mare e una lunga lingua di sabbia che delimita l' ampia cala il cui fondale è sabbioso ed esige molta catena se si vuol pernottare (vento da levante notturno). Questo è il punto più stretto dell ' isola tanto che, dalla spiaggia , si raggiunge in pochi minuti Ponza attraverso un tunnel scavato ne lla roccia in epoca romana (nella primavera 2004 chiuso per lavori) .Le bellezze della costa occidentale sono spesso nascoste. In diversi punti, infatti, è possibile avvicinarsi col tender per insinuarsi in grotte mozzafiato, dai colori più diversi. Da non perdere l'avventura tra le rocce (ricordatevi di portare delle scarpette di gomma o vene pentirete per tutta la vacanza): arrampicandosi lungo la costa, in fatti, si trovano delle vere e proprie piscine naturali di acqua salata , create dalla marea, di un colore blu profondo o verde smeraldo. Fare un bagno lì dentro è un'esperienza unica, l' acqua è calda e limpidissima, rocce vulcaniche intorno e a pochi metri il mar e . La giornata può concludersi a Cala Feola, una piccola perla poco frequentata di giorno e forse un po ' più di sera per la presenza di un grazioso ristorante sul lato sud. La baia è ben ridossata , anche dal nord ovest. Da qui sono solo cinque le miglia che separano Cala FeolaPalmarola. dalla superba La navigazione intorno a Palmarola è pericolosa: niente fari con scogli, affioranti o meno , di cui il più pericoloso - la Secca degli Zirri - si trova a 500 metri a SSE da Punta Vardella, proprio su una delle rotte più battute. Quelle miglia meriterebbero di essere percorse con qualsiasi mare, tanto è attraente quest' isola. Consigliabile , però, andarci con mare calmo: sia per sicurezza sia per scoprire tutti i passaggi segreti tra gli scogli e nelle grotte, per avvicinarsi alle pareti di lava e sbarcare sulla spiaggia detta "del porto", unico approdo dell 'isola. Nelle prime ore del mattino, l'isola si sveglia e i gabbiani iniziano a .' lanciare i loro richiami. In estate, motoscafi fracassoni sono ancora in porto a Ponza, e il peripio dell 'isola è una continua scoperta, a cominciare dalla "Forcina ", nostro primo punto di riferimento arrivando da Cala Feola, una stretta gola a forma di V con al centro uno sperone di roccia di un bianco abbagliante, testimonianza dell'origine vulcanica dell'arcipelago. Da qui cominciamo il giro in senso antiorario, arrivando alla caletta più a nord dell 'isola , delimitata da Punta della Brecce e da Punta Tramontana (a ovest). È molto bella, anche per la presenza delle spettacolari formazioni laviche a forma di colonna in archi a sesto acuto conosciute come "Cattedrali". Difficile dare fondo per la forte risacca e per il vento che, per lo più, soffia dal I e dal IV quadrante. Scendiamo fino alla Cala del Porto, un'ampia baia a forma di mezzaluna, che costituisce un comodo approdo e un ridosso da Levante e da Scirocco. Sulla spiaggia, dove sorgono un baretto e due ristoranti, potete trovare piccole biglie di "ossidiana" dal colore nero opaco, lave preziosissime in e poca paleolitica e capaci di attirare qui uomini già nel 5.000 a.C. Ripresa la navigazione, passiamo il Faraglione di San Silverio, Patrono di Ponza, per dirigerci verso Cala Mezzogiorno (o Brigantina), affacciata a sud. Per arrivarci è indispensabile passare ben al largo dei faraglioni meridionali dell 'isola, costellati di scoglietti e bassi fondali. La forma della cala ricorda un antico cratere. Meraviglioso passare la notte qui: l'acqua è quasi sempre tranquilla e, se il cielo è sereno, assisterete ad una delle più belle stellate della vostra vita. Inoltre l'ansa è delimitata ad est dal singolare scoglio Suvace. Lasciando la barca all 'ancora qui, sarà possibile esplorare i dintorni col tender ed aspettare la tarda serata per poi salpare alla volta di Ventotene. Il fascino della cala è dato anche dal Faraglione di Mezzogiorno: dal grande blocco di lava, perfettamente esposto a sud, si apre l'omonima Grotta, che le piccole barche attraversano senza difficoltà . Nello stretto braccio di mare esistente tra i diversi blocchi rocciosi spiccano altre due colonne di lava. Nel versante nord del Faraglione di Mezzogiorno le rocce si modellano attorno a una sorta di imbuto gigantesco, che lascia pensare, per la sua forma, a un camino vulcanico. Più avanti, sulle pareti degli isolotti , piccole grotte, esplorabili a nuoto, si aprono sul mare. Calcolando le miglia che ci separano da Ventotene, meglio partire a mezzanotte, in modo da arrivare all'isola di prima mattina. La rotta è 125", puntando sul faro di Punta della Guardia, che ci farà da punto di riferimento. Doppiato il Capo, correggiamo per 100 " per altre 22 miglia di mare. Chi andrà da Ponza a Ventotene di giorno potrà fermarsi per un bagno indimenticabile all'isolato Scoglio della Botte, a circa sette miglia da Punta della Guardia. Si tratta di un piccolo ammasso di rocce affiorante dal nulla. Una stalagmite che sale da 100 metri di profondità in verticale e che costituisce un paradiso per i sub. Lasciate un compagno a bordo per governare l'imbarcazione e tuffatevi a turno (impossibile ancorare).
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