La Miniera

Ponza: La storia risale nel 1930 circa quando aprì e trovarono la bentonite, mano mano scavarono tutta una zona abitatissima la frazione più grande di Le Forna " La Piana " , compravano le proprietà per scavarci sotto ed estrarre il minerale, poi d'accordo con l'allora Amministrazione Comunale a chi non voleva vendere gli scavavano intorno alla proprietà mettendola in pericolo, il Sindaco faceva un'ordinanza di sgombero e gli prendevano lo stesso la casa, solo poche persone proprietarie sono riuscite a resistere e sono quelle che ci abitano ancora oggi.
Tutto questo processo durò fino al 1973, poi un po' per le prime leggi che uscirono sull'ambiente ma principalmente perché il materiale sottostante veniva a mancare, la S.A.M.I.P. iniziò a pensare ad una riconversione di quel terreno che aveva ormai deturpato e sconvolto, quindi presentò al Ministero un progetto di riconversione come zona residenziale con attrezzature portuali (1973).
Intanto però i lavori di scavo non si erano fermati, allora i nomi di Ponza illustri di quel tempo,iniziarono a fomentare gli abitanti Fornesi dicendo loro che la miniera bisognava farla chiudere perché si stava mangiando tutta l'isola, e che quindi andava fermata con tutte le forze.
Infatti nel 1974 un folto gruppo di fornesi iniziava lo sciopero contro la S.A.M.I.P. non facendo più transitare i camion e minacciando gli operai che vi lavoravano di ritornare al lavoro, all'amministrazione mineraria questa cosa non gli parve vero non doveva fare più sforzi economici non doveva più investire, era come una manna piovuta dal cielo. Dichiarò fallimento 1975.
Fallimento significava non pagare nessuno, i creditori e gli operai potevano rivalersi solo sui beni della società, ma siccome che erano solo dei mucchi di terra nessuno poteva e o voleva prenderseli.

 

Da allora, ma nessuno è stato più capace di riprendersi quel pezzo di terra rovinato, ma che comunque rimaneva di un imponente bellezza, nel passare degli anni sono state messe in giro varie voci false, del tipo che qualcuno ricco voleva comprare il terreno per farci un porto, alberghi e tante case, e si parlava di Agnelli, De Benedetti, un Principe arabo e qualcun altro, fino ad arrivare ai giorni nostri di Berlusconi ( io so soltanto una cosa che in 10 anni che sono stato in Amministrazione non si è mai visto nessuno, altrimenti sarei stato il primo a vedere come e se si poteva sviluppare quella zona e penso come me, tutti gli altri).
Comunque l'unica cosa certa che nel 1993 ( dopo 18 anni ) si fece un passo importante, si procedette all'acquisto della zona ex S.A.M.I.P costò allora 2 miliardi. Con que soldi  il curatore fallimentare pagò finalmente gli stipendi agli operai dopo 20 anni, qualcuno dei quali non c'era più e gli eredi né beneficiarono;

Nel 1995 dopo vari perfezionamenti burocratici venne presentato un progetto per quell'area dove in generale nella zona alta doveva essere adibito a verde pubblico attrezzato, nelle zone medie la costruzione di alberghi e altre strutture ricettive, mentre nella zona in basso, il porto,
un piccolo porto con l'approdo di due aliscafi e piccole imbarcazioni da traffico, circa 600 posti barca di cui una parte riservata al pubblico e l'altra data in concessione a chi ne avesse fatta richiesta, mentre nella zona retrostante l'area portuale venivano costruiti tutti capannoni per i servizi annessi e connessi.
Il progetto comunque non venne approvato.
Nel 1996 da T.A.R. si ottenne la sospensiva, ma comunque il progetto non poteva essere portato avanti in quanto bisognava aspettare la sentenza definitiva, per poi passare alla presentazione dei progetti esecutivi.  Fotogallery